Scarica il bollettino insieme del 23 marzo

Cari parrocchiani,
oggi Gesù, dinanzi ai fatti di “cronaca nera” avvenuti in quei giorni, ci esorta a non fermarci alla sterile constatazione della loro fatalità (la torre crollata sulla gente) e nemmeno a prendercela con il “Pilato” di turno ma, piuttosto, a trasformare questi avvenimenti nell’occasione per lasciarci richiamare a una radicale “conversione” di vita!
Dunque, non fermiamoci alla superficialità dei fatti e alle considerazioni umane… perché gli appelli e gli ammonimenti di Dio ci possono arrivare dalle cose che accadono nel mondo.
E per vedere gli eventi con gli occhi di Dio e giudicarli rettamente occorre “avere il pensiero di Cristo”, dice san Paolo (1 Corinzi 2,16).
Perciò, non rimandiamo a domani quello che possiamo iniziare oggi… perché i Signore ci dà un tempo ulteriore per zappare e mettere il concime… ma è un tempo comunque breve!

Buona terza domenica di Quaresima!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 16 marzo

Cari parrocchiani,
qual è il significato della “Trasfigurazione di Gesù”? I discepoli sono assaliti da un dubbio: il loro Maestro è in cammino verso Gerusalemme, dove lo attende la condanna. Per questo hanno bisogno di comprendere che in Lui c’è qualcosa di più grande del potere di compiere miracoli o
insegnare con autorità, ossia: il Signore vive sia nel tempo che oltre il tempo (dialogando con Mosè ed Elia, rendendoli suoi contemporanei), parla e ascolta il Padre in modo diretto (che lo riconosce come Figlio);. dunque, Egli è veramente Dio!
Grazie a Gesù, anche noi possiamo superare i limiti del tempo e le difficoltà della vita. Possiamo entrare in dialogo con i grandi uomini del passato che già vivono nella gloria divina e portare la nostra croce con lo sguardo rivolto a quel meraviglioso vortice d’amore che ci attende. In questo modo, ogni croce non solo diventa sopportabile, ma persino
desiderabile, poiché rappresenta la via per entrare per sempre in Dio.

Buona seconda domenica di Quaresima! don Christian

Scarica il bollettino insieme del 9 marzo

Cari parrocchiani,
“convertirci” a Dio che è Padre significa “convergere” con Gesù e con tutte le Scritture verso una verità e una certezza che il diavolo tenta in tutti i modi di screditare. Né la mancanza di pane, né l’assenza delle cose materiali, né i pericoli della nostra vita e della nostra storia possono alterare il fatto che Dio è Abbà, Papà.
Gesù, rimanendo saldo in Dio, suo Padre, afferma la sua identità di Figlio e la conferma all’avversario: compiere miracoli ed evitare ogni pericolo non significa dimostrare di essere “Figlio di Dio”.
Invece, credere fermamente che “Dio è mio padre” in ogni momento e in ogni circostanza è la vera prova di essere Figlio/figli di Dio.
La Quaresima ci guidi verso questa verità che Gesù ha vissuto e testimoniato affinché possiamo essere davvero il “segno sacramentale” visibile e credibile che Dio è Padre!
Buon cammino quaresimale!

don Christian

Scarica il bollettino insieme del 2 marzo

Cari parrocchiani,
oggi il Vangelo non ci propone delle parabole né ci narra le manifestazioni straordinarie della potenza di Gesù. Piuttosto è come un rotolo che aprendo si ci offre dei suggerimenti assai preziosi per la vita, consigli utili, che ci invitano a guardare verso orizzonti che superano le nostre capacità.
La premessa, però, è cruciale: Gesù si rivolge direttamente a chi lo sta ascoltando. Perciò la domanda che anzitutto dobbiamo porci è: siamo pronti ad ascoltare? Siamo aperti a lasciarci toccare profondamente dalla sua parola? A farci mettere a nudo, confrontandoci seriamente con noi stessi, con le emozioni che ci pervadono, con gli universi interiori che ci abitano e con le scelte quotidiane che prendiamo spesso senza riflettere?
Se siamo pronti ad ascoltare, allora queste parole sono destinate proprio a noi! A noi e al nostro mondo interiore, pieno di momenti di cecità, di travi e pagliuzze, di azioni dettate dall’improvvisazione e dalla
superficialità, di frutti che possono essere buoni o cattivi e di parole che rivelano fedelmente, o emanano, ciò che il cuore conserva dentro di sé.

Buona domenica e… buon ascolto!

don Christian

Scarica il bollettino Insieme del 23 febbraio

Cari parrocchiani,
il comando di Gesù di amare il nemico non si pone sul piano sentimentale, non ordina di provare sentimenti di affetto verso chi ci fa del male; piuttosto il criterio. dell’amore deve confrontarsi con la scelta di “essere misericordiosi”.
Dunque, non contano tanto i propri gusti, né la convenienza dei risultati. Vivere la fede significa misurarsi ogni giorno con questo valore: esimersi dal farsi giustizia con le proprie mani, pur avendo ragione (Prima lettura), perché il Signore «Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe» (Salmo).

Buona domenica!

don Christian

Scarica il bollettino Insieme del 16 febbraio

Cari parrocchiani,
le letture di oggi sono intrise di speranza: «Benedetto l’uomo…»; «Beato l’uomo…»; anche con una grossa dose di concretezza: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio».
Infatti in queste affermazioni di Gesù non vi è spazio per favole del tipo: “Se farai il bravo poi andrai in paradiso”. Anzi, il tempo al presente non lascia spazio a dubbi: il regno di Dio può essere già nostro, qui in questo preciso istante, non è un miraggio; basta considerare come la storia sia piena di donne e uomini che hanno abbracciato il Vangelo e, nonostante tutte le difficoltà quotidiane, hanno continuato a vivere con gioia e gratitudine una vita da “risorti”!

Buona domenica! don Christian

Scarica il bollettino Insieme del 9 febbraio

Cari parrocchiani,
Pietro si definisce peccatore, Paolo persecutore, e anch’io non sempre sono testimone di Dio… Di quanti peccatori è composta la Chiesa!
Eppure siamo proprio noi, cristiani imperfetti, ad essere inviati a portare il suo annuncio. Gesù è il Salvatore e il suo messaggio esiste per superare il peccato: non c’è salvezza senza qualcuno da
salvare.
Cristiano non è chi vive nella perfezione, ma chi affida le proprie fragilità a Dio, certo che solo Lui indicherà la direzione per farle fruttificare.

Buona domenica! don Christian

Scarica il bollettino Insieme del 2 febbraio

Cari parrocchiani,
oggi il piccolo Gesù viene portato al tempio, davanti a Dio, perché non è solo il figlio di Giuseppe e Maria: «I figli non sono nostri» (Kalil Gibran), appartengono a Dio, al mondo, al futuro, alla loro vocazione e ai loro sogni.
Il nostro compito è di preservare, come Simeone e Anna, almeno lo stupore. Infatti, nella bellissima preghiera riportata da Luca, l’anziano Simeone vede in quel bambino la luce che illumina ogni
uomo, la luce delle nazioni.
Gesù in realtà non emette alcuna luce, non ha alcuna caratteristica che lo distingua da un qualunque altro bambino: nessun prodigio, nessun discorso edificante, nessun gesto miracoloso; è solo un bambino che dorme beatamente tra le braccia della madre.
La luce risiede nel cuore e nello sguardo di Simeone; tale è la fede!

Buona festa della Presentazione del Signore!
don Christian

Scarica il bollettino Insieme del 26 gennaio

Cari parrocchiani,
«Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato»; e in quell’oggi di Gesù risiede il nostro “oggi”! Ossia, la buona
notizia di un Dio che oggi, come allora, è presente per me e per tutti noi, un Dio che non ci chiede nulla perché ci ama senza
condizioni, proprio come un padre, come una madre, ama i suoi figli, sempre e comunque. Non ci chiede nulla e desidera soltanto la nostra felicità.
E questa è la sua volontà: che possiamo godere del dono della vita che ci ha dato. Per questo ci incoraggia ad amare, a perdonare, a non giudicare e a cercare di comprendere e apprezzare gli altri per
poterli amare come Lui li ama.
Questo rende il presente interessante, per questo vale la pena viverlo; e per aiutarci a realizzare tutto questo ci manda suo Figlio, anche oggi, per costruire il suo regno di giustizia e pace!
Buona “domenica della Parola di Dio”!

don Christian

Scarica il bollettino Insieme del 19 gennaio

Cari parrocchiani,
uno degli elementi più sorprendenti del miracolo di Cana è che sia narrato solo da Giovanni. Egli stesso afferma: “Così Gesù iniziò i miracoli e i suoi discepoli credettero in Lui”.
Probabilmente, all’inizio della predicazione, questo miracolo non era ampiamente conosciuto, forse perché, diversamente dagli altri, solo poche persone ne furono testimoni: Gesù, sua Madre e i servi. In effetti, il miracolo avvenne, per così dire, nelle mani dei servi. Il maestro di tavola, che si
complimentò per la qualità del vino, non ne fu a conoscenza; nemmeno gli sposi, salvati da un imbarazzo dall’intervento di Maria; né gli invitati, intenti nelle loro conversazioni. Solo i servi, che avevano obbedito al comando di Gesù di riempire le giare d’acqua, conobbero la verità.
Questo episodio ci insegna che chi serve è al centro dei cambiamenti; chi serve conosce la verità e vede il piano di Dio realizzarsi; chi serve è, pur senza comprendere appieno, nella cabina di regia.

Buona seconda domenica del tempo ordinario!
don Christian